Pasqua nel Val di Noto

Se sei interessato a trascorrere una Pasqua speciale nella zona del Val di Noto, che è famosa per la sua bellezza e la sua cultura. Ecco alcune idee su cosa fare a Pasqua in questa affascinante regione della Sicilia.
La Pasqua è una festa importante in Italia, e nel Val di Noto puoi partecipare alle tradizionali processioni e cerimonie religiose che si svolgono nelle città e nei villaggi. È un’opportunità unica per immergerti nella cultura locale e assistere a eventi speciali.
Nella provincia di Ragusa le feste di primavera sono legate profondamente alla fede popolare. Tradizioni secolari ricche di folklore richiamano a gran voce siciliani e turisti che anno dopo anno non mancano mai all’appuntamento. Alcune di queste tradizioni fanno parte del Registro delle Eredità Immateriali della Regione Sicilia.

Cavalcata di San Giuseppe_Le Milizie
Photo credit: Gruppo Le Milizie. Scicli.

La cavalcata di San Giuseppe

San Giuseppe, sposo di Maria viene celebrato il 19 Marzo negli Iblei sin dal Medioevo, come rito di passaggio tra inverno e primavera, con lo scopo di propiziare il raccolto e accogliere al meglio l’arrivo della nuova stagione.
Questa festività viene celebrata a Scicli con una parata di cavalli e cavalieri vestiti ad hoc per l’occasione, definita da Elio Vittorini, un’infiorata a cavallo.
La vestizione degli animali è realizzata da caratteristiche bardature composte da fiori di violaciocca e gigli, accuratamente disposti per formare immagini di rappresentazioni sacre. Queste opere, create pazientemente da vere e proprie compagnie di bardatori, sono oggetto ogni anno di una gara per sancire l’opera più bella. I cavalieri, in costume per la parata, indossano il tipico abito della tradizione contadina: gilet e pantaloni di velluto nero, camicia bianca e alti stivali neri, un fazzoletto rosso al collo, una fascia colorata in vita, mentre sulla testa portano la “burritta”, il tradizionale cappello. Le diverse compagnie, con i loro manufatti, attraverseranno le strade del paese in processione, dove tradizionalmente si accendevano i pagghiara (dei falò) e i ciaccari (fasci di ampelodesmo). Duarante la festa inoltre si potrà assistere a rievocazioni della fuga in Egitto di Giuseppe e Maria, oltre che alla Sagra di San Giuseppe.

La Settimana Santa

I giorni che precedono Pasqua si focalizzano sul dolore di Maria, la morte di Gesù ed il suo calvario, ed iniziano proprio dalla Domenica delle Palme.
L’intera provincia di Ragusa, celebra queste festività con lunghe processioni seguite da bande musicali locali, con una grande varietà nel repertorio delle musicale. Importanti il Giovedì Santo ed il Venerdì Santo ad Ispica, nei quali si celebra rispettivamente Cristo alla Colonna ed il Cristo alla Croce. Ma non solo, anche il Venerdì Santo a Ragusa Ibla e Scicli sono molto sentiti e vissuti dalla popolazione.

Pasqua

L’atteso giorno della Resurrezione di Cristo si celebra con la stessa intensità ed importanza delle giornate che lo precedono.
La “Paci” festeggiata a Comiso, la Madonna “Vasa-vasa” a Modica, festeggiata la domenica di Pasqua ed il martedì successivo, fino ad arrivare alla Pasqua sciclitana con la “Celebrazione dell’Uomo Vivo”. Quest’ultimo, evento straordinario e frenetico, che si tiene a Scicli durante la settimana santa, è noto per la sua atmosfera coinvolgente e per la sua rappresentazione drammatica della Passione di Cristo. Durante la manifestazione, il “Gioia”, così viene affettuosamente chiamata dagli sciclitani la statua di Cristo, viene portato sulle spalle dei “Portatori di Gioia“, in una movimentata processione seguita dall’intera comunità locale.
Innamoratosi di questa tradizione folkloristica, dopo un breve soggiorno nel periodo pasquale, Vinicio Capossela dedicò a quest’evento una canzone, registrata con la banda di Scicli in una chiesa del paese, l’Uomo Vivo (inno al gioia):

La processione del Cristo Risorto a Scicli. L’uomo Vivo.

“Se il Padre eterno l’aveva abbandonato
Ora i paesani se l’hanno accompagnato
Che grande festa poterselo abbracciare
Che grande festa portarselo a mangiare”

Ha raggi sulla schiena irradia gio-gio-ia
Le dita tese indicano gio-gio-ia
Esplodono le mani per la gio-gio-ia
Si butta in braccio a tutti per la gio-gio-ia”

Tra la Chiesa di Santa Maria La Nova e quella della Madonna del Carmine la processione ha un andamento totalmente irregolare, seguita da una folta folla in festa. La statua del Cristo risorto, “u Gioia” è trasportata a ritmo di musica sotto una pioggia di fiori gettati dai balconi e tra fuochi d’artificio provenienti dal colle di San Matteo.
Qualunque cosa sceglierete di fare durante queste festività, assicuratevi di godervi la bellezza e la cultura dello splendido territorio ibleo.
Buona Pasqua!