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Marzamemi, antico borgo marinaro

Marzamemi è un piccolo e affascinante borgo marinaro situato sulla costa sud-orientale della Sicilia, nel territorio del comune di Pachino. La sua storia è ricca e variegata, legata indissolubilmente al mare e alle sue risorse.
Marzamemi è un piccolo borgo marinaro con una storia ricca e affascinante che risale all’epoca romana, ma è nel periodo arabo che il suo nome, derivante dall’arabo “Marza” (porto) e “Memen” (piccolo), comincia a prendere forma. La storia del villaggio è profondamente ancorata alla pesca e alla lavorazione del pesce, in particolare del tonno, attività che hanno segnato l’economia e la cultura del luogo.
Il cuore storico di Marzamemi è legato alla “tonnara”, uno degli stabilimenti più antichi e importanti di tutto il Mediterraneo. Fondata già in epoca araba, la tonnara raggiunse il suo apice sotto i Principi di Villadorata nei secoli XVII e XVIII.
Nello specifico la vera trasformazione di Marzamemi iniziò nel 1630, quando fu costruita la tonnara, una delle più importanti del Mediterraneo. La struttura non solo attrasse pescatori da tutta la Sicilia, ma divenne un fulcro vitale per l’economia del villaggio, specialmente durante la stagione della pesca del tonno. Gli edifici che componevano la tonnara, tra cui l’imponente palazzo e le casette dei pescatori, sono esempi emblematici dell’architettura dell’epoca.
Nel corso dei secoli, Marzamemi ha visto molteplici dominazioni, da quella araba a quella normanna, fino ad arrivare agli spagnoli. Ogni cultura ha lasciato il suo segno nel tessuto architettonico e culturale del villaggio. Nel XVIII secolo, sotto i principi di Villadorata, nobili di Noto, furono edificati i palazzi e le casette che oggi costellano il centro storico, aggiungendo ulteriore di charme al borgo.
Con il declino della pesca del tonno nel corso del XX secolo, la tonnara ha progressivamente perso la sua importanza economica, ma Marzamemi ha saputo reinventarsi come meta turistica. Il borgo ha conservato il suo fascino, con la piazza Regina Margherita che funge da centro nevralgico, circondata da edifici storici, tra cui la chiesa di San Francesco di Paola, il palazzo dei Principi di Villadorata e le antiche casette dei pescatori, oggi spesso trasformate in ristoranti, bar e negozi di prodotti locali.

Marzamemi
Il porticciolo di Marzamemi

Attrazioni

Il cuore pulsante di Marzamemi è senza dubbio Piazza Regina Margherita. Questa piazza, è circondata da edifici storici che ospitano caffè, ristoranti e negozi di artigianato locale. Il suo ambiente vivace la rende un luogo ideale per assaporare l’atmosfera del villaggio, sorseggiando un caffè o gustando un gelato mentre i bambini giocano liberi.
La Chiesa di San Francesco di Paola, situata anch’essa in piazza, risale al XVIII secolo e rappresenta un punto di riferimento spirituale per i pescatori del villaggio. Poco distante, si trova l’antica Tonnara di Marzamemi, che oggi funge da testimonianza del passato del borgo e viene utilizzata per eventi culturali, inclusi matrimoni e concerti.
Per coloro che amano il mare, le spiagge vicine come quella di San Lorenzo o la riserva naturale di Vendicari offrono acque cristalline e sabbia dorata, ideali per una giornata di relax al sole o per attività come snorkeling e immersioni.

Eventi

Festival del Cinema di Frontiera nel mese di Luglio. Questo festival annuale è una celebrazione del cinema indipendente con una particolare attenzione ai film che esplorano temi di confine e migrazione. Le proiezioni avvengono in varie location del paese. Il festival è uno degli eventi più noti di Marzamemi e trasforma il borgo in un palcoscenico all’aperto per il cinema internazionale. Questo evento attira cineasti e appassionati da tutto il mondo.
Marzamemi Wine Fest nel mese di Agosto. E’ una festa del vino che attrae produttori locali e internazionali. Gli ospiti possono degustare vini regionali accompagnati da piatti tipici siciliani.
Festa di San Francesco di Paola nel mese di Settembre. E’ la festa patronale di Marzamemi, che include una processione marittima, musica dal vivo, e fuochi d’artificio, celebrando così il santo protettore dei pescatori. Durante la festa, potrete degustare anche abbondanti quantità di pesce fresco cucinato con sapienza.

Prodotti tipici

Marzamemi è famosa per le sue delizie culinarie, che riflettono la ricchezza delle tradizioni gastronomiche siciliane e la freschezza dei suoi ingredienti marini. Uno dei prodotti più emblematici è senza dubbio il tonno, pescato tradizionalmente nelle acque circostanti e lavorato nelle antiche tonnare del villaggio. La bottarga (uova di tonno essiccate e salate) e il mosciame (filetto di tonno essiccato) sono prelibatezze che attirano gourmet da tutto il mondo.
In aggiunta al pesce, Marzamemi è rinomata per i suoi vini. Vigneti ben curati e cantine accoglienti offrono degustazioni e tour, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nella cultura vitivinicola locale.

I dolci siciliani, come i cannoli, sono onnipresenti nelle pasticcerie del borgo, garantendo un dolce epilogo a ogni pasto. Il mercato locale offre anche una vasta gamma di prodotti agricoli freschi, come pomodoro ciliegino e capperi, essenziali nella cucina siciliana.

Caratteristiche Uniche del Borgo

Marzamemi
Scorci di Marzamemi

Marzamemi si distingue non solo per la sua bellezza scenica e le sue delizie culinarie ma anche per il suo impegno nella conservazione del patrimonio culturale e architettonico. Il borgo ha mantenuto intatta la sua struttura originaria, con case color pastello e viuzze strette che invitano a passeggiate rilassanti.
I residenti sono fieri delle loro radici e lavorano attivamente per preservare le tecniche di pesca tradizionali, pur integrando il turismo come una componente vitale dell’economia locale.
Marzamemi offre un’esperienza unica per i visitatori di tutte le età, combinando storia, cultura, bellezze naturali e gastronomia in un autentico villaggio siciliano.

Il tempo necessario per una visita è di circa 60 minuti.

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I laghetti di Cavagrande del Cassibile, un paradiso naturale

Un tour ai Laghetti di Cavagrande del Cassibile offre un’esperienza indimenticabile nel cuore della Sicilia orientale. Questa area naturale protetta, situata ad Avola, in provincia di Siracusa, è famosa per i suoi spettacolari canyon scavati nel corso dei millenni dall’azione erosiva del fiume Cassibile. Con le sue incantevoli piscine naturali di acqua cristallina, cascate nascoste e una vegetazione rigogliosa, Cavagrande è un paradiso per gli amanti della natura, del trekking e della fotografia.

Storia e geografia

La formazione della Cavagrande del Cassibile risale a circa 5-6 milioni di anni fa, durante il Tardo Miocene e il Pliocene, quando i movimenti tettonici e l’erosione fluviale iniziarono a modellare il paesaggio. Questo processo ha dato vita a un canyon profondo circa 300 metri, uno dei più grandi canyon europei, caratterizzato da ripide pareti rocciose e una ricca varietà di flora e fauna.

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Il Canyon di Cavagrande del Cassibile
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I laghetti di Cavagrande del Cassibile visti dall’alto
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Cavagrande del Cassibile insediamenti del paleolitico

La zona di Cavagrande è stata abitata fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti archeologici risalenti al Paleolitico. Nel corso dei secoli, il sito è stato utilizzato da diverse civiltà, tra cui i Siculi, i Greci e i Bizantini, per le sue risorse naturali e la sua posizione strategica. Le necropoli e le rovine di antichi insediamenti testimoniano l’importanza storica di questa area.
Geograficamente, la riserva si estende su un’area di circa 2.700 ettari.
Il fiume Cassibile, che scorre attraverso la cava, è l’artefice principale della creazione dei laghetti. Questi piccoli bacini d’acqua dolce si sono formati grazie all’erosione fluviale che, scavando nella roccia calcarea, ha creato delle piccole pozze naturali. L’acqua cristallina dei laghetti varia in profondità e temperatura, offrendo refrigerio ai visitatori durante i caldi mesi estivi.

Biodiversità e protezione ambientale

La Cavagrande del Cassibile è un habitat prezioso per molte specie di piante e animali, alcune delle quali endemiche e protette. La diversità di microambienti, dalle zone umide alle pareti rocciose, favorisce la presenza di una flora e fauna ricche e variegate. Per preservare questo patrimonio naturale, l’area è stata dichiarata Riserva Naturale Orientata nel 1990, con l’obiettivo di tutelare la biodiversità e promuovere la ricerca scientifica e l’educazione ambientale.

L’esperienza di trekking

Oggi, i Laghetti di Cavagrande del Cassibile sono una meta turistica molto apprezzata, attrattiva non solo per la bellezza naturale e la possibilità di fare bagni rinfrescanti ma anche per le opportunità di trekking, birdwatching e fotografia.
Il tour inizia con un percorso che, sebbene possa essere impegnativo, premia i visitatori con panorami mozzafiato e l’opportunità, una volta arrivati, di immergersi nelle acque fresche e trasparenti dei laghetti. Il sentiero discende lungo il canyon, attraversando ambienti naturali vari e ricchi di biodiversità. Lungo il cammino, è possibile osservare diverse specie di piante e animali, testimoni della ricca flora e fauna locali.
Il sentiero presenta tratti di varia difficoltà, e richiede una buona preparazione fisica, oltre a scarpe adeguate. È importante partire equipaggiati oltre che con le scarpe ed una buona preparazione fisica, con acqua, cappello e protezione solare, specialmente nei mesi estivi. La bellezza di questo luogo vi assicuro, vale assolutamente il viaggio.

Cava Grande del Cassibile
Il sentiero di Cavagrande del Cassibile

La magia dei laghetti

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Una delle vasche con cascate di Cavagrande del Cassibile

Una volta giunti ai laghetti, i visitatori possono scegliere di rilassarsi sulle rive rocciose, nuotare nelle acque fresche o esplorare ulteriori cascate e pozze naturali. Qui il paesaggio si trasforma in un vero e proprio paradiso acquatico, di acque cristalline. I laghetti sono circondati da rocce calcaree e una vegetazione rigogliosa, che creano un’atmosfera magica e rilassante. È possibile esplorare diverse pozze naturali, ognuna con caratteristiche uniche, e godere della tranquillità e della bellezza incontaminata del luogo. Osservare da vicino la fauna, come le libellule che volteggiano sull’acqua e i piccoli pesci che nuotano nelle pozze, arricchisce ulteriormente l’esperienza.
È consigliabile portare con sé un pranzo al sacco, poiché non ci sono servizi di ristorazione all’interno della riserva.
Per chi cerca un’esperienza più approfondita, è possibile partecipare a tour guidati che offrono insight sulla geologia, la storia e l’ecologia della zona. Questi tour sono un’ottima opportunità per imparare di più sull’importanza della conservazione di questi ambienti naturali e sulle tradizioni locali.

Conservazione, rispetto dell’ambiente sfide future

Cavagrande del Cassibile è un tesoro naturale che richiede un impegno attivo nella sua conservazione. I visitatori sono invitati a seguire le regole del parco, evitando di lasciare rifiuti e di danneggiare la flora e la fauna. È fondamentale adottare un approccio di turismo sostenibile, apprezzando la bellezza del luogo senza comprometterne l’integrità. Le autorità locali e le associazioni ambientaliste svolgono un ruolo cruciale nella tutela di questa meraviglia naturale.
Visitare i laghetti di Cavagrande del Cassibile offre un’esperienza unica, che unisce l’avventura del trekking alla meraviglia di paesaggi naturali incontaminati. Questo luogo rappresenta non solo una fuga dalla routine quotidiana ma anche un’opportunità per riflettere sull’importanza della conservazione della natura. Che siate appassionati di escursionismo, amanti della natura o semplicemente alla ricerca di un luogo dove rilassarvi lontano dal trambusto della vita quotidiana, Cavagrande è un invito a riscoprire il valore del silenzio, della contemplazione e dell’avventura, essenziale per chiunque desideri connettersi con la natura in modo autentico e rispettoso.

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I laghetti di Cava Grande del Cassibile
Cava Grande del Cassibile
La più grande delle vasche di Cava Grande del Cassibile

La crescente popolarità della Cavagrande come destinazione turistica presenta sfide per la sua conservazione. È fondamentale bilanciare l’accessibilità per i visitatori con la protezione dell’ecosistema fragile. Iniziative di sensibilizzazione ambientale, regolamentazione dell’accesso e promozione di un turismo sostenibile sono essenziali per garantire che le future generazioni possano continuare ad ammirare e rispettare i laghetti di Cavagrande del Cassibile.

Il tempo di discesa è di circa 50 minuti, la risalita a seconda della velocità può richiedere fino a 2 ore, con pendenza elevata.

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Cosa vedere a Modica

Ecco cosa vedere a Modica durante una visita, le principali attrazioni d’interesse culturale da non perdere.

Il Duomo di San Giorgio

Simbolo dell’architettura tardo barocca siciliana, il Duomo di San Giorgio, con una vista mozzafiato, è uno dei luoghi più iconici da visitare nel territorio ibleo, inserito nella Lista Mondiale dei Beni dell’umanità dell’UNESCO.
La sua prima edificazione si ipotizza risalga al 1090, per volontà dal conte Ruggero d’Altavilla, in seguito alla conquista normanna della Sicilia. La splendida facciata a torre, alta ben 62 metri, fu costruita dal 1702 e completata nel 1842, con il posizionamento della croce in ferro sulla guglia.
Per la realizzazione dei primi due ordini del prospetto gli architetti si ispirarono alla cattedrale di Dresda, Katholische Hofkirche, completata nel 1753. Le modifiche vennero realizzate sulla facciata settecentesca, di cui non ci sono pervenuti disegni, ma che aveva resistito al terremoto del 1693, attraverso parziali demolizioni di alcune aree successivamente ricostruite.
A completamente del poderoso impianto votivo, era stata costruita tra il 1814 e il 1818 una scalinata di 181 gradini, prima nella parte superiore a Corso San Giorgio, successivamente nella parte inferiore fu iniziata nel 1874 e completata nel 1880.
Questa magnifica scalinata conduce ai cinque portali della chiesa, come preludio alle cinque navate interne. Sul versante frontale, estremamente panoramico, il complesso è impreziosito da un giardino pensile che si snoda su diversi livelli, chiamato Orto del Piombo, fiancheggiato dalla scalinata, a comporre una scenografia che ricorda Trinità dei Monti a Roma.

Duomo di San Giorgio
Duomo di San Giorgio


All’interno la chiesa, ha una pianta a croce latina con tre absidi dopo il transetto ed è suddivisa in cinque navate attraverso ventidue pilastri, ornati da capitelli corinzi. Le superfici delle volte sono decorate da un ciclo pittorico e stucchi decorativi, con una cupola che raggiunge i 36 metri di altezza. Posto al di sopra dell’arco inscritto nel portale principale, sulla contro facciata interna, si trova uno stemma che riproduce l’armatura del conte Ruggero d’Altavilla, fondatore.
Il Duomo di San Giorgio si trova salendo per Modica Alta, nel centro storico, ed è facilmente raggiungibile a piedi attraverso la bellissima scalinata panoramica.

Cosa vedere a Modica_Interno Duomo S. Giorgio
A. Sessa, interno del Duomo S. Giorgio

Il Duomo di San Pietro Apostolo

Il Duomo di San Pietro Apostolo è la chiesa madre della città insieme al Duomo di San Giorgio. Si colloca tra gli edifici votivi più antichi, la sua prima edificazione infatti è da collocarsi dal 1301 al 1350. L’edificio attuale è stato in gran parte ricostruito a causa dei danni avvenuti nei secoli e durante il disastroso terremoto del 1693.
Come il Duomo di San Giorgio, è un esempio di architettura tardo-barocca siciliana. La sua facciata è spettacolare, caratterizzata da una serie di colonne e dettagli decorativi elaborati. Al suo interno racchiude una serie di opere d’arte di grande valore, affreschi, statue e gli altari che decorano l’interno della chiesa. Nella navata di sinistra, si trova la Cappella Mazara, il Museo Parrocchiale, visitabile ad oggi, custode del patrimonio artistico della chiesa. Calici, ostensori, dipinti e statue del XVI sec.
Ha un campanile alto, quadrangolare e imponente, disposto su tre livelli di epoche diverse, a conferma della stratificazione storica, che domina Modica bassa. Nella parte sommitale, la torre campanaria, appare incompleta per la mancanza della consueta cupola. La sua principale campana, “Petra” è, insieme ad “Ippolita”, sua gemella nel campanile di San Giorgio, la più grande della cittadina siciliana.
Una bellissima scalinata, fiancheggiata dalle statue dei 12 apostoli e composta da 3 rampe, conduce al sagrato da Corso Umberto I.
La Chiesa di San Pietro si trova nel centro storico di Modica, quindi è facilmente raggiungibile a piedi.

Cosa vedere a Modica_S.Pietro
Dagnija BerzinaIl, il Duomo di S.Pietro

Il Castello dei Conti di Modica

Cosa vedere a Modica_S.Maria di Betlem
S.Maria di Betlem con il Castello dei Conti in alto a sinistra sullo sfondo

Il Castello dei Conti di Modica, è uno degli edifici storici più importanti del territorio. Si trova sulla sommità di una rocca e rappresentò per secoli la sede del potere politico e amministrativo della contea storica di Modica.
Il Castello ad oggi, è il frutto di una massiccia ricostruzione che ha interessato le sue strutture non solo dopo il terremoto del 1693, ma, soprattutto, dopo il 1779, quando fu realizzato Il progetto per la ricostruzione dell’abitazione del Governatore della Contea.
Inizialmente venne pensato come fortezza, ma modificato in varie epoche, tra VIII e XIX secolo. La struttura fu costruita in posizione strategica, su un promontorio roccioso, con due delle tre pareti naturalmente inattaccabili poiché a strapiombo. All’esterno rimane una torre poligonale del XIV sec.
Recenti scavi archeologici, per il progetto di trasformazione di una parte del castello in centro congressi, stanno riportando alla luce reperti della prima età del bronzo, del periodo ellenistico, di quello romano, di quello arabo, fino al suo utilizzo per scopi amministrativi e militari.

Nel cortile interno sono visitabili le carceri medievali, suddivise per tipologia di carcerati. Qui nel 1930, sui ruderi della chiesa di San Leonardo, costruirono la chiesa della Madonna del Medagliere, per confortare i carcerati. Nella stessa area si possono ammirare i resti della cappella privata del Conte e del Governatore, la chiesa di San Cataldo, le cui campane scandivano le ore nella città.
Crollate a causa del terremoto del 1693, o demolite per lasciare spazio all’urbanizzazione, nulla è rimasto delle 5 torri, delle 4 porte e delle antiche mura.
Tra le attrazioni principali del castello c’è la vista mozzafiato che dalla sommità delle torri si apre sulla città e sui dintorni.

Il cioccolato

Modica inoltre è famosa per il suo cioccolato unico, preparato con una tecnica antica che ne conserva la consistenza granulosa. Visitare una delle cioccolaterie locali, come l’Antica Dolceria Bonajuto, sarà un’esperienza gastronomica imperdibile. Potrete assaporare il cioccolato in molte varianti, prima di acquistarlo, fatto secondo l’antica ricetta tradizionale.
Il Museo del Cioccolato di Modica è un luogo divertente e informativo che vi permetterà di esplorare la storia del cioccolato di Modica, oltre che le sue antiche radici nella cultura culinaria siciliana.
Il museo mette in mostra il processo tradizionale di produzione del cioccolato di Modica. Scoprite come i grani di cacao vengono lavorati e trasformati in cioccolato senza passare attraverso la fase di conchigliatura, il che dà al cioccolato di Modica la sua texture unica e granulosa. Il cioccolato di Modica è fatto a mano con metodi tradizionali. L’utilizzo di ingredienti semplici come il cacao e lo zucchero, rendono il processo produttivo notevolmente diverso da quello che si utilizza in altri parti del mondo. Qui potrai anche assaporare diverse varietà di cioccolato, ognuna con il suo sapore unico e la sua consistenza particolare. Un’esperienza deliziosa per i sensi.

Molto altro

Tra le molte attrazioni da visitare, ci sono anche la chiesa di Santa Maria di Betlem e la Chiesa rupestre di San Nicola Inferiore, del XI e XII secolo.
Prendetevi del tempo per esplorare la città, perdendovi negli stretti vicoli cittadini e ammirando l’architettura in pietra calcarea, le facciate decorate e gli scorci pittoreschi. Raggiungete uno o più dei numerosi belvedere, dove scattare foto e ammirare il panorama. Il Teatro Garibaldi, realizzato a metà dell’Ottocento in stile neoclassico, per spettacoli teatrali o musicali dal vivo. Palazzo Polara, edificato a fine settecento, accanto al Duomo di San Giorgio. Palazzo Castro Polara Grimaldi a Modica, affacciato sull’Orto del Piombo. Torretta dell’orologio, in funzione ancora oggi dal 1725.

Un tour completo di Modica richiede circa 12-16 ore

Un’esperienza nuova, una gita a Cava Paradiso

Lungo la strada provinciale che da Modica porta a Rosolini, immersa nella tipica campagna modicana, ma nascosta in una vallata, si estende Cava Prainito, anche detta Cava Paradiso. Un luogo incantevole dalla natura selvaggia e incontaminata, con delle caratteristiche particolari e uniche nella zona.

Nella cava scorre il torrente Prainito, affluente destro del Tellaro. Il torrente lungo il suo corso, forma laghetti e cascatelle, che si “intrecciano” con la fitta vegetazione di tipo fluviale. Qui specie piuttosto rare da trovare in zona come platano, pioppo, leccio e le rocce di natura calcarea, danno vita a veri spettacoli della natura.

La fitta vegetazione selvatica, spesso nasconde e rende quasi inaccessibili i luoghi più belli della cava e la ricca fauna, soprattutto dal punto di vista ittico. L’autoctona “Trota macrostigma”, rendono Cava del Prainito un luogo davvero unico.

Cava Prainito
Cava Prainito, una piscina naturale di acqua dolce da scoprire. Foto: ELORODISTRICT SICILY STAFF

Dal punto di vista archeologico, si possono ammirare insediamenti delle antiche civiltà Paleocristiana e Castelluciana, oltre che testimonianze di un passato più prossimo. Grotte, forme tombali, vecchie fornaci per la produzione della calce, scalinate scavate nella roccia e come se non bastasse, mulini ad acqua.

La sorgente del torrente Prainito, che si trova nella cava, è chiamata “delle povere donne”. Il nome deriva da una leggenda, che narra di alcuni briganti. Questi avevano imprigionato delle donne, nella grotta della fonte, insieme a svariati tesori. Un giorno, alcuni vasciddari sentirono le voci delle donne e le liberarono. Ma una volta uscite, le donne, accecate dalla luce del sole, morirono, lasciando il bottino ai fortunati vasciddari.

La vegetazione nasconde specchi d’acqua trasparenti a Cava Paradiso. Foto: AMBRA GALASSI 2014 on Flickr

Eccone una descrizione del Prof. Francesco Gurrieri profondo conoscitore dei luoghi Iblei:

“Un vero angolo di paradiso, caratterizzato dalle ridotte dimensioni, nelle quali sono concentrate però tante bellezze dai diversi aspetti. Da quello paesaggistico-naturalistico a quello geologico-faunistico e floristico. Una nicchia naturale che certamente, per tutti i vantaggi che offriva, non sfuggì all’attenzione dell’uomo antico e moderno, per cui è anche uno scrigno di vestigia storiche risalenti alla civiltà “Castellucciana” e “Paleocristiana”.

Cava Paradiso, il torrente Prainito, Rosolini (SR). Foto: PEPPEPERZ

Nelle limpide acque vive ancora l’autoctona trota “Macrostigma”, trote iridee, tinche ed anguille. Abbondano pure alcuni crostacei, come gamberetti di fiume, granchi e l’interessante “Pesce pietra”. Il corso fluviale, anche se di ridotta portata e di limitato sviluppo, scorre tra una lussureggiante vegetazione, costretta all’interno di una profonda incisione, contornata da rocce carbonatiche che, dall’altopiano ibleo, degradano verso il mare africano.

Volgendo lo sguardo alle testimonianze archeologiche, muovendoci per i pendii rocciosi, possiamo osservare percorsi incisi nel tempo. Anticamente rifugio per le primitive popolazioni indigene, che sicuramente traevano sostentamento dalla cava, attorno alla quale avevano costruito i diversi villaggi di capanne.

Tombe di epoca castellucciana a Cava Paradiso. Foto: ELORODISTRICT SICILY STAFF

Le nicchie sepolcrali che attirano l’attenzione sono quelli risalenti alla cultura “Castellucciana”, fiorita nel comprensorio ibleo intorno al 2000 a.C.

Gli ipogei funerari, hanno un prospetto monumentale elaborato da finti pilastrini, o segnati con semplici solchi verticali. Motivo per cui, possiamo collegarle alle architetture megalitiche maltese.
Sepolto nel verde incontrerete un antico mulino ad acqua del quale si può osservare la base su cui era impiantata la tramoggia, nonché il percorso della SAIA.”

Alcuni dei contenuti di questo post, sono apparsi originariamente, sul sito personale di Dario Fiore.


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